SONETTO CCCXXIII.

By Benedetto Varchi

Qual fu cor tanto mai debile e 'nfermo?

Qual sì fero o sì folle? qual sì avvinto

Ne' terren lacci? qual sì forte vinto

Dal costume ch'è solo offesa e schermo?

Che 'n questo alto silenzio, alpestro ed ermo

Di mille abeti mille volte cinto,

D'ogni cura mortal per sempre scinto;

Non si rendesse a Dio costante e fermo?

Io per me quanti miro o volti o celle,

Tanti parmi vedere angeli e cieli,

E tremo tutto in disusato ardore.

Deh! qualcuna di voi, sante alme e belle,

Seco mi tragga fuor del mondo, e celi

In questo sacro e solitario orrore.