SONETTO CCCXXV

By Luigi Tansillo

Carlo gentil, le cui pregiate spine

stampan piaghe d'onor negli altrui petti,

ond' in vece di sangue escon bei detti

e pensier santi ed opre alte e divine;

se l'alme, che di Dio son cittadine,

volgon mai gli occhi nei terreni oggetti,

e se, non come de' passati affetti,

col corpo ancor la rimembranza ha fine;

forse il buon Martiran dal ciel vagheggia

la qua giù tanto amata Leucopètra,

né beltà sua già mai, quant' or, li piacque;

e di là sù favori eterni impetra

al bell'antro, alle piante, al tetto, all'acque

ed al mar, ch' al suo piè sì lieto ondeggia.