SONETTO CCCXXXIV

By Luigi Tansillo

Quando nel cielo entrò la bella Irene,

tra i pianeti miglior gran contesa era,

a cui di loro il pregio si convene

d'ornar d'un sì bel lume la sua sfera.

Sovra tutti or Mercurio, or Febo spera

girar superbo di cotanto bene;

né la Dea, che 'l suo regno tra' due tene,

né cede il padre impresa così altera.

— Se ben del suo le diede ogni alma stella,

(disse Natura), allor ch'ella si cinse

del frale; esser dee mia l'anima bella;

perché sì novamente laggiù pinse,

che, vaga col suo stil l'alta donzella

d'imitar la mia man, l'aggiunse e vinse.