SONETTO CCCXXXIX.

By Benedetto Varchi

Non pur mesta la vaga e bella Flora

Per l'altero suo duce e più ch'umano

Sospira, e prega già più giorni invano,

Ma tristo langue il terren Tosco ancora.

Voi, che 'n questa mortal breve dimora

Curaste i corpi, or dal regno sovrano

L'alme curate, Cosmo e Damïano,

Che 'l mondo tutto e via più l'Arno onora:

Ponete mano ai più riposti e cari

Sughi, e tornate al valor suo primiero

Il signor nostro sì temprato e forte.

Sì vedrem poi col cor lieto e sincero

L'illustre madre, e sua chiara consorte

Empier d'oro e d'incenso i vostri altari.