SONETTO CCCXXXVIII
Le sagge verginelle tue compagne,
che senza madre nacquer dal gran Giove,
sovra al tuo corpo piangon tutte nove,
Delia, ché dal bel coro ti scompagne.
Diana tua, per boschi e per campagne,
dolce rugiada da' begli occhi piove;
Venere i duri scogli a pietà move;
e chi più ti conobbe, più ti piagne!
Ma, più che l'altre e sagge e belle e caste,
ti piagne, e giorno e notte si lamenta,
la bella e saggia e casta tua Spinella.
Non è ragion ch'a consolarla baste:
più su i begli occhi ha il velo e la man bella,
quanto più di te parla o si rammenta!