SONETTO CCIX.

By Benedetto Varchi

Santissimo Trifon, ch'ad inudita,

Ineffabil bontate, a singolare

Gentilezza di sangue, a mille rare

Doti, giugnete umanità infinita:

La riposata vostra e lieta vita,

A quell'antiche di Saturno pare,

Ne mostra altrui le strade aperte e chiare,

Da tornare alla via dritta, smarrita,

Io certo al suon delle parole gravi,

Agl'atti tardi, al mansueto riso,

Che può far dolce il fel, cari gl'affanni,

Udir cose e veder di Paradiso

Pensai, e tali al cor mi nacquer vanni,

Che peso uman non fia, che più l'aggravi.