SONETTO CCLII.

By Benedetto Varchi

Lelio, io non so veder perché, né come

Infelice chiamar si debba, o possa

Un che povero sia, ma tenga scossa

Di cure l'alma, e le rie voglie dome.

Né poco è, dite lor, ch'un dì il mio nome;

Quando avrò chiuso il corpo in poca fossa,

Forse sarà chi non dispregi e l'ossa

Felici sempre e fortunate nome.

Infelice è chiunque all'ozio e al sonno

Dato ed al ventre, o di ricchezze servo,

Non vive no, ma sol la terra aggrava

A me più incresce veramente e grava

Del loro stato così ricco e donno,

Ch'a lor del mio così mendico e servo.