SONETTO CCLIII.

By Benedetto Varchi

Lelio, qualunque Fato o Parca innaspe

Mio stame, il quale omai non sarà parco,

Se bene oggi per me scoccasse l'arco,

Colei, che fa, come tra l'erba l'aspe.

Felice vivo: e 'l mio Ibero e 'l mio Idaspe

Son l'Affrico e 'l Mugnone, e quando io varco

Di quinci all'Arno, così breve varco,

Mi par d'esser varcato all'onde Caspe.

Fiesole Abila mi par, Morello Atlante

Agl'occhi miei, che tra l'un sempre e l'altro

Rimirar lieti l'Asinaro altero.

Ivi vidi io le luci, ivi le sante

Parole udii, che, se dir lice il vero,

Mi fer di rozzo e vil, pregiato e scaltro.