SONETTO CCLIII

By Luigi Tansillo

Se tanto innanzi il ciel lacrima ognora

e si cruccian quest'onde e questi colli,

che i torrenti del pianto, onde son molli,

turban nei regni lor Pomona e Flora;

che fia, quando empio sol meni quell'ora

ch'agli occhi nostri, alma real, ti tolli?

O pensieri, o speranze, o desir folli,

com'è corta del bene ogni dimora!

Mentre, di danni altrui ricco, il Tesino

ingemma le sue rive, e copre, lieto,

tutte d'argento l'onde e d'or l'arene;

Liri e Volturno e l'altro suo vicino

prestin l'urne più larghe al mio Sebeto,

perché pianga il gran duol con maggior vene.