SONETTO CCLIV

By Luigi Tansillo

Se tanto Apollo mi scaldasse il petto,

qualor de' vostri onor le carte io vergo,

quanto l'infiamm' amor, quando gli occhi ergo

a misurar l'altezza del soggetto;

col vago piè poggiando per lo stretto

alpestre calle, ond'al suo sacro albergo

s'entra cantando, lasciereimi a tergo

ogni spedito e nobile intelletto.

Lesbia e Cinzia e Corinna e Laura e Bice

porterian tant'invidia al vostro nome,

quanta ne portan l'altre donne a loro.

Poiché non vo di tant'onor felice,

deh, non mi gravi, alma real, se, come

posso, talor col basso stil v'onoro!