SONETTO CCLXIV.

By Benedetto Varchi

Voi, che del maggior duce e più migliore

Rege, ch'unqua mai fosse, o 'n pace, o 'n guerra,

Benché Saturno ritornasse in terra,

E si rendesse a Marte, il prisco onore;

Con giusta lance in man, con fede al core,

Chiavi, onde al ver s'apre la porta e serra,

La santa mente e saggia che non erra,

Eseguite senza odio e senza amore:

Lunga stagion vivete, e siavi il cielo,

Per lo comune ben felice, quanto

L'alta vostra bontate e senno merta.

Così cangiato in bianco il negro velo

La bella Flora, e volto in riso il pianto,

Dicea, del buon Torel gran tempo esperta.