SONETTO CCLXIX.

By Benedetto Varchi

Ben credeva io, del ciel Motor sovrano,

Anzi ferma n'avea salda certezza,

Ch'a chi suo dritto e le tue leggi sprezza,

Ritorna ogni operar fallace e vano.

Ecco che cruda sconosciuta mano

All'armi, al sangue, all'altrui morte avvezza,

Ogni impeto, ogni sforzo, ogni fierezza,

Contra inerme difesa adopra invano.

Frenasti tu, Padre superno, l'empio

Braccio, e facesti sì, che 'ndarno il ferro

Alla fronte, alla gola e al petto venne.

Tre volte e più, quasi rabbioso verro,

Si spinse a far di me l'ultimo scempio,

Ma tante il colpo tua pietà ritenne.