SONETTO CCLXV.

By Benedetto Varchi

Francesco, chi non sa quanto e qual sete,

Poi che del chiaro vostro alto parente

Di fuor la cara effige, e nella mente

La gran bontate e 'l senno raro avete?

Voi quella donna, che dell'alme e liete

Menti del ciel d'ira e di giusto ardente

Sdegno senza lasciò l'umana gente,

Con dritta lance in man sempre tenete.

Così seguite, signor mio, che tante

Doti altre e tali a voi sì largo dato

Avrebbe il ciel, senza questa una, indarno:

Questa una fa, che Flora lieta e l'Arno

Di doppio onor col suo gran Duce ornato,

Per gemino Torel s'allegri e vante.