SONETTO CCLXVI

By Luigi Tansillo

E' son tanti gli onor ch'il ciel vi dona,

o, sovra uman pensier chiara, Isabella,

che 'l gir lunge dall'altre onesta e bella,

di tante vostre è la minor corona.

E qual alma vi vede e vi ragiona,

che del vostro valor non resti ancella?

Un dì vi viddi; e lodo ognor mia stella,

che meschiò, tra rei giorni, ora sì buona!

Questa man, questa lingua e questa mente

v'inchineran, sia 'n Ponto o sia 'n Numidia,

con lo stil, con le voci e col pensiero.

Né vedrò mai calar vers' occidente

il vago sol, ch'io non li porti invidia;

e correr dietro a lui qualche dì spero.