SONETTO CCLXX.

By Benedetto Varchi

Come, quando talor nel più sereno,

Nel più tranquillo e riposato giorno,

A mezzo april, repente, d'ognintorno

Si turba il ciel, dove s'aspetta meno:

Cotale e tanto al mio felice e ameno

Stato piovve quel dì travaglio e scorno,

Che voi, per far col Tebro alto soggiorno,

L'Arno lasciaste e me di doglia pieno.

Nessun visse giammai di me più lieto

Certo, mentre fui vosco; or nessun vive,

Sendo io lontan da voi, di me più tristo.

Solo in pensar di voi la mente acqueto,

Nobil pianta del Sol, che fece acquisto

Per voi d'Apollo e delle sacre Dive.