SONETTO CCLXX

By Luigi Tansillo

Mentr'in sul mar, che lieto ondeggia intorno,

tu fai, spargendo a l'aura i bei crin d'oro,

splender Pachino, Lilibeo e Peloro,

sì che non fate ai monti d'India scorno;

i dolci colli (ove solean far giorno

i tuoi begli occhi un tempo) il gran tesoro

piangono, oscuri; e l'alte cime loro

chinan, pregando l'alto tuo soggiorno:

— Vien, Cardona gentil, vien, nov' aurora

(gridan): vedrai, se più da noi ti celi,

Etna tutta fiorir, arder noi tutti.

Lascia quei campi, ov' il terren divora

le belle; e vien nei nostri, dove i cieli

serban di sì bei fior celesti frutti! —