SONETTO CCLXXI.
Signor, quando la dea falsa e proterva,
Che volgendo sua ruota, e sua natura
Seguendo, in stato picciol tempo dura,
Né tien patto ad altrui, né legge serva:
Reina de' men buoni, e a gl'altri serva,
V'assalisce e percuote acerba e dura,
Ricorrete a colei, ch'ogn'uom sicura,
Onde aveste il bel nome alta Minerva.
Ella vi mostrerà che nulla deve
Temer, chi, come voi, Dio teme ed ama
Vera virtute, e 'l suo contrario abborre.
Signor mio caro, in questo corso breve,
Che i saggi morte, e 'l volgo viver chiama,
Nessun può darvi quel ch'è vostro o tôrre.