SONETTO CCLXXIV

By Luigi Tansillo

Alma gentil, ch' hai, notte e giorno, aspersi

i ligustri del volto e gli amaranti

di molli perle, che da gli occhi santi,

mirando al tuo signor, languida, versi;

mentr' egli a tôr di giogo e gl'Indi e' Persi,

lieto s'accinge, asciuga i tristi pianti.

Non deve occhio divin, che scorga avanti,

pianger presenti dì, quantunque avversi.

Renda la vista del suo ben presaga,

lascia a dietro il partir, guarda il ritorno,

e nel futuro omai lieto t'appaga.

Tornar vedràilo di corone adorno,

e lasciar chiaro il nome di Gonzaga,

girsen per l'oriente, al par del giorno!