SONETTO CCLXXXI.

By Benedetto Varchi

Speme ed onor del secol nostro afflitto,

Ch'onorate egualmente Apollo e Marte

Empiendo or d'alti e bei pensier le carte,

Or combattendo tra i nemici invitto:

Nullo al vostro valor non fu prescritto

Termine o tempo, onde in ciascuna parte

Saranno, e 'n ogni età palese e sparte

Vostre lodi sì belle e fia ben dritto;

Ch'altro han quaggiù tanti onorati affanni

Condegno guiderdon, che farsi conto

A quei che nasceran dopo mille anni?

Seguite dunque, che quegli alti danni,

Ove correte, Rangon mio, sì pronto.

V'innalzeranno ai più sublimi scanni.