SONETTO CCLXXXIV
Se lieti ognor sen van Mincio ed Aufido,
u' la gran lira nacque e l'alta tromba,
ond' or Mecena più che mai rimbomba,
e la pietà di Enea, l'ardor di Dido;
se l'Arno e il Po bagnan superbi il lido,
qual per la cuna altrui, qual per la tomba;
s' il mar, dove, volando qual colomba,
Icaro cadde, ebbe onorato grido;
se sempre chiaro il Tebro entra nel mare
per tanti incliti spirti e figli suoi,
qual d'un leggiadro oprar, qual d'altro vago;
liete e superbe ed onorate e chiare
non per l'arene, Lasso, ma per voi,
mille e mill' anni andran l'onde del Tago.