SONETTO CCLXXXIX

By Luigi Tansillo

Degna cagion lasciò di grave duolo

Boscàn per tutto, ov' il suo nome s'ode;

ma in voi più, se ben tromba che vi lode

non mancherà dal freddo al caldo polo.

Bench' eran troppo a gli omeri d'un solo

le tante some de le vostre lode;

s'egli stesso non fusse, ove si gode,

se dorria d'aver sciolto oggi il suo volo:

or ch'il senno e la mano e il valor vostro

vedea più desti a dar con inclite opre

materia eterna al suo vivace inchiostro.

Perché 'n contra del tempo uom non s'adopre

e perché perda tanto il secol nostro,

l'ardente lingua un freddo marmo copre.