SONETTO CCLXXXIX
Degna cagion lasciò di grave duolo
Boscàn per tutto, ov' il suo nome s'ode;
ma in voi più, se ben tromba che vi lode
non mancherà dal freddo al caldo polo.
Bench' eran troppo a gli omeri d'un solo
le tante some de le vostre lode;
s'egli stesso non fusse, ove si gode,
se dorria d'aver sciolto oggi il suo volo:
or ch'il senno e la mano e il valor vostro
vedea più desti a dar con inclite opre
materia eterna al suo vivace inchiostro.
Perché 'n contra del tempo uom non s'adopre
e perché perda tanto il secol nostro,
l'ardente lingua un freddo marmo copre.