SONETTO CCLXXXVII

By Luigi Tansillo

D'aver fin qui con lungo onor già pago

l'altrui beltà dipinta e il vostro ardore,

cantate omai, Boscàn, l'alto valore

del magnanimo figlio del gran Tago.

E s'a la sua vittoriosa imago

Napoli pon di marmo etern' onore,

al nome suo rime che spregin l'ore

sacrate voi, sì d'onorarlo vago.

Io a le ninfe d'Arno assiso in seno,

voi a quelle d' Ibero, farem coro,

e le lontane note accorderanno.

E se l'Atlante e l'Indo non l'udranno,

l'udran Pirene e Calpe e il fiume d'oro,

l'Appennin, l'Alpe e il mar d'Adria e 'l Tirreno.