SONETTO CCXCI.

By Benedetto Varchi

Caro, dolce, cortese e gentile Ambra,

Per cui la dotta schiera, onde s'onora

Oggi Fiorenza, qual gemma s'indora,

O seta inostra, ognor s'imperla e inambra:

In voi, come talor festuca in ambra,

Bontà si chiude, e fuor traluce, ch'ora

Poco si stima, e vederiasi ancora

Correre al par d'Arno e del Tebro l'Ambra;

Se non che rea fortuna ed uso vile

D'esto secol malvagio avaro e fello,

Ad altre cure vi rivolge e tira;

Ben può dolersi colla tosca lira

Il socco, che per voi veniva bello,

E quanto il roman forse alto e gentile.