SONETTO CCXCI

By Luigi Tansillo

Quand' il cigno d'Ibero sovra 'l lido

amato gittò l'ultimo sospiro,

e le contrade attonite l'udiro

temprar più dolce dell'usato il grido,

per duol gli augelli abbandonaro il nido

e le Ninfe sotterra se ne gîro,

e Venere ed Amor si dipartiro,

né Barzellona fu più Cipro o Gnido.

Monte di Giove si squarciò la vesta

d'oro e d'argento e di smeraldo e d'ostro,

e d'atra nebbia si bendò la testa.

E vidde orrendo, spaventoso mostro

correr per l'acque, in su la piaggia mesta

gittar, rabbioso mar, schiume d'inchiostro.