SONETTO CCXCII.

By Benedetto Varchi

Giorgio, che colle pure vostre e ornate

Toscane prose, se non senza pare,

Quanto altre ancor tra noi leggiadre e care,

A voi vita, a noi gloria eterna date:

Deh! se 'l pro nostro e vostra lode amate,

L'opera altera, onde 'l latin volgare,

Moderno adegui il prisco e singolare

Divenga, al mondo omai palese fate.

Non taccia più nel bel nostro idioma

Chi scrisse il ver, da che partì colui,

Che tre volte di lauro ornò la chioma:

Voi solo a così grave e ricca soma

Forte con proprio stile e tema altrui,

Far potete Fiorenza eguale a Roma.