SONETTO CCXCIII

By Luigi Tansillo

Ramìres, a cui diede e nome e padre

nell'aureo grembo suo, là ond' il dì parte,

l'ultima Esperia, e l'altra in su la parte

che scelser Greci natio nido e madre;

deh, non fate com'io, che, molle ed adre

fo degli inchiostri miei rado le carte!

Mille ne fian, del vostro, tinte e sparte,

poiché pingete rime sì leggiadre.

Et sacratele al Duca, per cui Beti

dai suoi regni, e dai loro Aufìdo e Liri

corron nel mar più che mai chiari e lieti.

Non pur l'opre, ma gli alti suoi desiri

(bench' il gran peso, ond' ei v' onora, il vieti),

sappia il mondo per voi, sì che l'ammiri.