SONETTO CCXCIV

By Luigi Tansillo

Un che già mai da presso non vi scorse,

e v'amò sempre e v'onorò da lunge,

poich' aspro onor (che sì ne preme e punge),

gran tempo, suo malgrado, altrove il tòrse;

da che la terra e il mar sotto lui corse

(che dal suo ben sì spesso lo disgiunge),

lieto, com' or, non respirò, che giunge

a veder voi, quando più n'era in forse;

per l'alto ingegno e lo stil dolce e grave,

e i merti ch'agli onor corron davanti,

e per la cortesia, che par non have,

vi prega, e prono tutto, ché, fra tanti

ch'a tant' onor degnate, a voi non grave

ch'ei sia de' vostri, e che talor sen vanti!