SONETTO CCXIX.

By Benedetto Varchi

Signore, a cui come in lor propria e chiara

Casa, rifuggon le virtuti afflitte,

Al secol basso e scuro oggi interditte,

Se non quanto per voi s'erge e rischiara:

Or che la vostra sola, non pur rara

Penna ha sì belle e tante rime scritte,

Non lasci, prego, senza lode inditte

Le prose d'Arno, oltra l'usato avara.

Già sa per tutto ognun che quel d'Arpino

Torto vi mira, e che di pari spazio

Ven gite quasi col gran Venosino;

Bembo novello, a cui 'l greco e 'l latino

Deve, e più il tosco inchiostro, ond'io ringrazio

Il cielo, e voi, quanto conviensi, inchino.