SONETTO CCXLI

By Luigi Tansillo

Udendo il grand' ardir ch' ebber quell'acque

di por tant' uom già de la vita in forse,

il buon fratel, che mentre a lui soccorse,

poco mancò che spento ei non si giacque;

nel cor, Brisegno, un freddo giel mi nacque

ratto, e per l'ossa un lungo spazio corse;

ma, poi ch' in sul gran caso si discorse,

quanto mi dié terror, tanto mi piacque.

Pria che nel sommo degli onor si sieda,

Mosè al secol primier, Farnese al nostro,

quasi a simil periglio il ciel gli espone.

Io prendo il buon augurio, e par che veda

sul crin, dov' or splende il cappello e l'ostro,

già fulgurar le gemme e le corone.