SONETTO CCXLIII

By Luigi Tansillo

Qual arbore, qual gemma o qual metallo

avrem ch' al nobil crin suo fregio renda,

signor, per cui là sù convien che ascenda

novo sovra 'l Pegàso altro cavallo?

Parea pur troppo indegno e volgar fallo

che d'un bruto animal titol si prenda

uom, che per sangue o gesti alto risplenda,

o l'orni man real, che talor dàllo.

Or voi le lode sue tante e sì belle,

raccolte in un, mostrate al mondo, come

per gloria uom chiaro dal destrier s'appelle.

Se 'l tempo, o cavalier, da voi si dome,

alzate il gran Caracciol su le stelle

che illustra i rai del vostro e del suo nome.