SONETTO CCXLVI.

By Benedetto Varchi

Non a chi regge impero, o splende in ostro,

E meno a lui, ch'or dal Ponente all'Orto,

Per far suo dell'altrui, desto in quel porto

Corre o ricorre, ed or dal Borea all'Ostro;

Ma solo a voi, Varron del tempo nostro,

Una cortese e dolce invidia porto

Che 'n far lieti e fecondi or villa, or orto,

Ogni cura ponete e studio vostro.

Voi tra bei colli e correnti acque, i molti

Fuggendo, d'ora in or cogliete i frutti

Di vostra propria man piantati e colti:

Voi, quegli onor ch'esser non puonno tolti,

Tedaldo mio, per voi pigliando, tutti

Lasciate gl'altri, che son vanni e stolti.