SONETTO CCXLVIII

By Luigi Tansillo

Qual di grandezza, di tesoro e d'arte

mirabil sovra marmi pellegrini

tempio fondâr mai Greci né Latini

a Giunone, a Minerva, a Giove, a Marte,

maggior di questo, e sovra inchiostri e carte,

ove oggi a real donna onor divini

sacra il bel coro, acciò ch'ognor l'inchini,

qual dea presente, ogni lontana parte?

Quei muri, uman lavor, di lor beltade

pascean l'occhio di fuor; questi l'interno:

mille ornan questi, e quegli una cittade.

Eran quei templi a tempo, e questo eterno:

qui vera, ivi adorâr falsa deitade:

questo è scala del ciel, quei dell'inferno.