SONETTO CCXVII

By Luigi Tansillo

Così potessi coi color de' carmi

talor ritrar del mio signor in parte

l'alta sembianza, come in lui di Marte

tutto il valor ritratto veder parmi.

Perché bastassi a ciò, dovean ornarmi

le stelle d'altro ingegno, ed io d'altr'arte,

sì che attendesser tant'onor le carte

da me, quanto da lui n'attendon l'armi.

Quando mi preme curva lira il collo,

fuss'io, qual egli, allor che dritti abeti

gli armâr la mano a volo di destrieri:

ché s'il mio Duca agli occhi de' guerrieri

sembra Marte, all'orecchie de' poeti

il suo Tansillo sembrerebbe Apollo!