SONETTO CCXVIII.
Trissino altero, che con chiari inchiostri
Te 'nvoli a morte, e 'l secol nostro onori,
Rendendo Italia a' suoi passati onori
Di man de' più crudei barbari mostri,
Tu con nuovo cantar l'antico mostri
Sentier di gire al cielo, e tra migliori
Le tempie ornarsi d'onorati allori
Più cari a cor non vil, che gemme ed ostri,
Per te l'Adria, la Brenta, e 'l Bacchiglione,
Al dolce suon de' tuoi graditi accenti,
Vanno al par di Peneo, del Tebro e d'Arno.
Deh! se 'l gran nome tuo sempre alto suone,
E faccia ogni gentil, pallido e scarno,
Tuo corso l'altrui dir nulla rallenti.