SONETTO CCXX.

By Benedetto Varchi

Signor, che quanto il Tebro ebbe e 'l Peneo,

Tanto oggi avete, e par, non che vicino

Al vostro andate e mio sì gran vicino,

Che sopra l'altre por la sua poteo;

E per fuggir di questo vile e reo

Secolo ingrato, acerbo, empio destino,

Tra 'l superbo Adria e 'l frondoso Apennino,

La 've l'alta cittate Antenor feo,

Lungi vi state dalla gente, e vôlto

Colla penna il pensier sopra le stelle,

Tutte spregiate omai le cose umane:

Felice voi che d'ogni cura sciolto,

Opre tessete e sì care e sì belle,

Che dureran quanto 'l moto lontane!