SONETTO CCXX

By Luigi Tansillo

Non perché il vento volva e l'aria bagne

qua giù quest'ossa di sepolcro prive,

sbandite andran lungo le stigie rive

l'alme, che fur di lor donne e compagne:

elle sen gîr (ben stolto è chi ne piagne)

in ciel, fra l'alme più lodate e dive,

lassando l'ossa e l'altro, onde si vive,

in vece de trofei per le campagne.

Più gloria assai, che sangue, le ferite

loro versaro: o belle, ed immortali

piaghe! e chi non dovrebbe invidia averne?!

Ciascun tolse per una cento vite

a gli avversari; mentre a lor le frali

vite vendean, da Dio comprâr l'eterne.