SONETTO CCXXI.

By Benedetto Varchi

Bembo toscano, a cui la Grecia e Roma

S'inchina, e l'Arno più, per lo cui inchiostro

Sen va lieto e superbo il secol nostro,

E ricca Flora e felice si noma;

Più chiaro manto voi, più degna soma

Aspetta, e fregio già più bel che d'ostro,

Come vede ciascun me' ch'io no 'l mostro,

V'adorna e cinge l'onorata chioma.

Nulla deve stimar cosa mortale,

Anzi nulla è quaggiù, che non annoi

Chi ha da gire al ciel, come voi, l'ale.

Tanto più scende uom qui, quanto ei più sale;

Io per me dico, signor mio, con voi:

Gloria non di virtù figlia che vale?