SONETTO CCXXII.

By Benedetto Varchi

Annibale gentil, che del più chiaro

Tosco e maggior che sia, cui tanto osservo,

Caro nipote e volontario servo,

Seguite l'orme in poca età sì raro;

Ch'io spero e bramo ancor, se duro e avaro

Mio fato, o braccio altrui crudo e protervo

Non tosto mi disgiugne ogn'osso e nervo,

Vedervi a lui vicin, se non di paro.

Allor le nebbie e le nubi, che 'l sole

Celano a molti in questa etate oscura,

Tolte saranno e scoprirasse il vero;

Ch'a tal parelio, come cera suole

Struggersi al foco, mancherà il pensiero

Di chi sua dritta gloria all'Arno fura.