SONETTO CCXXIV.

By Benedetto Varchi

Signor, che sparse le virtuti e spente

Raccogli tutte e le raccendi, e solo

Tale hai di Marte e di Mercurio stuolo,

Che ben puoi pareggiar l'antica gente;

Il tuo bel nome, Ippolito, altamente

Sen va poggiando ognor per l'aere a volo,

Tal, che da questo al suo contrario polo,

Notte e dì sempre risonar si sente;

Tu sol frenando l'orgoglioso ed empio

Barbaro stuol, fatto hai palese e chiaro,

Ch'altrui viltà, non sua virtute alzollo;

Ben dee l'Italia in tua memoria un tempio,

Anzi mille sagrar, cui grave e amaro

Giogo, come ognun sa, tolto hai dal collo.