SONETTO CCXXIV

By Luigi Tansillo

Mentre in sul carro di sue glorie, Carlo,

innanzi al tempio dell'antico Giano,

pensoso siede, e con le chiave in mano

or d'aprirlo fa segno or di serrarlo;

io, che pace vorrei, muovo a pregarlo

ch'il chiuda or ch'è vicin, quando, lontano,

il chiuse; indi mi pento, e ch'esca in vano

bramo il mio voto, e così meco parlo:

-Se l'uscio s'apre, ond'altri attende danno

in qual del mondo sì riposta parte

gli onor del mio gran Vasto non s'udranno?-

Già vedo uscir Bellona e vedo Marte:

ecco ch'intorno al chiaro spirto vanno,

l'uno il valor li cede, e l'altro l'arte.