SONETTO CCXXVI

By Luigi Tansillo

Se Vergilio ed Orazio e Tucca e Varo,

e gli altri, che fioriro in quella etate,

quando le stelle d'anime onorate

così larghe a la terra si mostraro;

nasceano al tempo nostro, ove sì raro

si poggia al monte de l'eternitate,

Avalo mio, gli onor di Mecenate

fôrano oscuri, e il vostro via più chiaro.

E de le carte loro andrebbe Roma

tanto più lieta, quanto fian maggiori

di Mecenate voi, d'Ottavio Carlo.

Poich'il cielo, in ciò scarso all'idioma

dei tempi, (a me) destina che v'onori,

non vi gravi, signor, s'io di voi parlo.