SONETTO CCXXVII

By Luigi Tansillo

Non corre il sol più chiaro e più secondo

camin di voi, da che vien fuor di Gange,

fin che nel mar s'attuffa, ch'al piè frange

del gran vecchion, c'ha su le spalle il mondo.

Se ben dovunque spiega il suo crin biondo,

l'ombra e la notte si dilegua e piange,

e innanzi a lui convien che volto cange

terra, aria ed acqua, e portin sen fecondo.

Partendo voi di là, dove il sol giunge,

quando, co 'l carro d'or sott'acqua entrando,

han le stelle qua sù del dì vittoria;

avete, Avalo mio, corso sì lunge,

a par del sole e 'ncontro, egli adoprando

effetti di natura, e voi di gloria.