SONETTO CCXXX.

By Benedetto Varchi

Vincenzio, io sto tutto romito e solo,

Qual tortorella scompagnata e trista,

Privo di quella dolce, amata vista

Della pianta, cui sola al mondo colo.

E se non fosse, che levata a volo

L'alma, che senza lei piange e s'attrista,

Lieta sormonta in parte, ove ella acquista

Virtù, che spegne, non pur tempra il duolo;

Ben fora morto, ed io certo vorrei

Essere spento pria che viver lunge

Da quelle frondi, ove ha virtute il nido.

Bene è tre volte sventuroso e sei,

Cui dal maggior suo bene e patrio lido

O suo volere o forza altrui disgiunge.