SONETTO CCXXXII.

By Benedetto Varchi

A te, dalla cui bocca argento ed oro

Piove, non ferro, anzi cose più care

Molto, ch'oro ed argento, o singolare

Saggio, tra quanti già buon tempo foro:

Per farmi ricco anch'io di quel tesoro,

A cui non è sotto la luna pare,

E splender forse un dì tra le più chiare,

Alme, velato il crin d'eterno alloro,

Divoto inchino e dove tocca il tuo

Sacrato piè, bacio la terra umìle,

Né fossi io pur sì d'onorarti indegno.

Pregi ciascun qual più gl'aggrada, e 'l suo

Segua o destino in questa vita o 'ngegno;

Io te sol pregio, e quel che i monti han vile.