SONETTO CCXXXII

By Luigi Tansillo

Poi che, qual uom di notte a vicin lume,

voi ven gite appo l'orme de' maggiori,

seguìte anco, in gradir degni scrittori,

d'Avalo e d'Aragon l'alto costume;

guardate sopra l'onde del bel fiume

quanti candidi cigni e uccei canori

fan l'aria risonar de' vostri onori;

e v'inalzan co' i rostri e con le piume.

Non men per Febo chiari che per Marte

son gli Avi vostri; e 'l morto Padre splende,

qual ne l'altrui, ne le sue stesse carte.

Questa è la strada, onde colà s'ascende,

ove uom mortal s'eterna, e questa è l'arte,

che l'opre illustri da l'oblio difende.