SONETTO CCXXXIV.
Fabrizio, che tanti anni e tanti avete
Quel, che 'l gran saggio di Stagira disse
Volto tutto e rivolto, e quanto scrisse
Il buon mastro da Coo tanto sapete:
Stanco almen, se non sazio, omai dovete
Prendere alcun riposo; e chi mai visse
Col cor le luci avendo intente e fisse
Sempre a gl'inchiostri, come voi tenete?
Qui tra Ravone, e 'l Melloncello ognora
Spiran per questi colli aure, che i fiori
Destano e l'erbe verdi in ciascun prato:
Ed i vaghi augelletti ai primi albori
Ne 'nvitan lieti, e già null'altro fora
Al mio buon Lauro e a me di voi più grato.