SONETTO CCXXXIX.
Ben potete, Bronzin, col vago, altero
Stil vostro, eletto a sì grande speranza,
Formare coi color l'alta sembianza
Della donna gentil d'Arno e d'Ibero:
Ma 'l bel di dentro e quello invitto, intero
Cortese cor, che sol tutti altri avanza,
Chi ritrarrà, dove non ha possanza
Vostra arte, e nulla val gran magistero?
Voi, ma con altro e non men chiaro stile,
Né meno ornato che dal quarto cielo
Febo v'inspira e con più bei colori;
Raro ed esempio e pregio il mortal velo
Potete eterno e l'eterno a' migliori
Far dal mar d'India conto a quel di Tile.