SONETTO CCXXXVI.
Quando meco e col ver talor consiglio
Quando da voi mi venne, e quanto aspetto;
Qual amore ed onor, ch'amato figlio
Deve e pietoso a buon padre diletto;
Tutto e più debbo a voi, che con affetto
Paterno sempre or conforto, or consiglio.
Nel mio sì lungo e vostro eterno esiglio,
Mi deste, e tranquillaste ogni sospetto:
Come entrò dunque, caro padre mio,
Sì van pensiero in voi, ch'ira o disdegno
Fatto m'avesse e men grato e men pio?
Nome del vostro o più dolce o più degno,
Nardi, non ho nel cor, sì v'avessi io
La bontà, la franchezza e 'l vostro ingegno.