SONETTO CCXXXVII.

By Benedetto Varchi

Se ben, Anton, l'iniqua vostra e mia

Stella voi da me, lasso! e me sì lunge,

Da voi tien sempre, non però disgiunge

Quel, che diviso né fu mai, né fia:

Perché 'l pensier, che l'uno all'altro invia,

Quando due petti amor vero congiunge,

D'ogni stagione in ogni loco aggiunge,

Che nulla ha sopra lui parte o balìa.

Quanto vegli, o dorma io, pronto e leggiero

Per corta strada mi conduce e spesso,

Dove lieto con voi seggio e favello.

Ma non per tanto bramo ancora e spero,

Se mai destin si fa men crudo e fello,

Più contento vedervi e più dappresso.