SONETTO CCXXXVII

By Luigi Tansillo

Non splende più quella virtù fra noi,

come dal petto vostro ella si parte,

la qual, non men che Pallade e che Marte,

Alessandro fe' chiaro e gli altri eroi.

Devria Fortuna, se nei regni suoi

s'usasser leggi, quanto ella comparte

per le chiuse arche in questa e in quella parte,

in un raccôrre, e largir tutte a voi.

Non fu maggior di voi, perché a dispregio

avesse l'oro, a par del fango, avuto,

l'altro Fabrizio, che sì loda ognuno.

Ma tanto men di voi ei merta pregio,

quanto voi con l'acquisto, ei col rifiuto,

voi siete a pro' di molti, ei di nissuno.